Quando in un bosco ne percepisci la bellezza e diventi tutt'uno con il bosco, allora, intuitivamente, sei in armonia e in pace con le Dee e con gli Dei. Essi sono parte della nostra vera natura, la nostra Natura Profonda, e quando siamo separati dalla nostra vera natura, viviamo nella paura. Percepire questa normalità vuol dire dare un senso reale al vivere che è insito in tutte le cose.

Intraprendere la Via Romana al Divino significa iniziare un percorso di risveglio: praticando l'attenzione e la consapevolezza continua ci incamminiamo lungo una strada sapendo che ciò che conta è il cammino per sè più che la destinazione.

When you, entering a forest, perceive the beauty of the forest and you feel to be in a complete harmony with it, then, intuitively, you are in peace with the Deities. They are an essential part of our real nature, our Deep Nature, and when we are separated by our real nature we live in the fear. Perceiving such normality means giving a real sense to our lives.

Undertaking the Roman Via to the Deities implies a path to awakening: with the practice of continuing consciousness and awareness we undertake our walking knowing that taking the path is more important than the destination itself
.

mercoledì 10 gennaio 2018

January - Janus


This month is entirely dedicated to Ianus, a male Divine Force, symbolizing the sacralization of the "beginnings", springs, doors and gates (Ianua)

Ianus essentially sacralizes the "passage" both in space and in time unifying and connecting two spaces as well as two times. Also for this reason Ianus is symbolically represented having two opposite faces: one oriented to the past and one to the future (also having however a third face not visible for the common man).

Ianus' main symbol is a couple of keys: a golden and a silver key (Ianua Coeli and Ianua Inferi: solstices).

Ianus' female polarities are Cardea, Iuturna and Diana.

Main festivities in January are:
  • January 9th : Ianus' Agonalia
  • January 11th: Iuturnalia
  • January 12th - 15th: Carmentalia
  • January 22nd - 24th: Paganalia
  • January 25th: Sementina

Therefore, not acidentaly this month, placed out of the King Numa' s sacred calendar (together with February), is situated at the beginnings of the year: this period is thus highly permeated by the Divine Energy of Janus.  

Janus is an extremely complex Divine Force implying, being the sacralization of the beginnings, very difficult hermetic and iniziatic implications. In this post I can't discuss these aspects in detail  but I hope to have the opportunity to analyze them in a more specific occasion very soon.  

I include here some brief considerations I have made about Janus in a previous post I have written about the symbolic value and meaning of the Arch


"Janus represents, among other, the sacralization of the "passage" in terms of space, time and initiation (the vessel). Related to Time, Janus is the sacralization of the moments of passage or "phase change" during natural cycles, in the human life, etc. Related to Space, doors, gates and all the sites representing a passage have a sacred energy embodied by Janus. Like the time passages, the spatial passages represent a phase modification, a fracture and a discontinuity: the door, for example, divides and put in contact two spaces having different identities. In particular the door of the Temple (both architectural and natural) is a break-point between an "in" and an "out".

Passing through a door is a changing of status: this is particular relevant for a sacred place like a Temple but it is the same also for the house door.
...

Therefore "passing through the door" is always a "dramatic" moment (in sacred sense): above all the passage through the "narrow gate" (observe the etruscan tombs or the ctonic sactuaries - palingenesis) and the bridges (structures unifying what Nature divided)."

All the traditional invocations for the worship of any kind of Deity should begin firstly invoking or citing Janus (while Vesta is usually cited or invoked in the final part of the invocation). Every beginning is therefore sacred to Janus: for this reason I here include the Versus Ianuli to be used for this scope.

Versus Ianuli


Dimon em cante,
Dimon deiuo sub plecate.

O Zeul, ad oreso omnia.
Verom ad patulcie,
Cosmis es ianeos,
Ianes es duonos,
Ceros es Manos
Po meliosom regom.


Let's sing the Gods' Father
Let's invoke the Deities' God
Sun! Rise to the world
to the celestial Gate, you the sacred opener
Your are the sacred gate keeper
You are the good Ianes
You are the benign He-Generating
of more powerful Gods.

(Carmen Saliare)

Gennaio - Giano


Il mese di Gennaio è interamente dedicato a Giano "Ianus", divinità maschile, che simboleggia la sacralizzazione degli inizi, delle sorgenti e delle porte (Ianua).

Fondamentalmente Giano sacralizza "il passaggio" sia in senso spaziale che temporale ed unisce due spazi così come due tempi. Anche per questo Giano è rappresentato simbolicamente con due volti uno rivolto al passato ed uno rivolto al futuro pur avendo un terzo volto non visibile per l'uomo comune.

Il simbolo di Giano sono due chiavi: una d'oro ed una d'argento a rappresentare rispettivamente Ianua Coeli e Ianua Inferi.

Le polarità femminili di Giano sono Cardea, Giuturna e Diana.

Le festività principali del mese di Gennaio sono:
  • 9 Gennaio: Agonalia di Giano
  • 11 Gennaio: Iuturnalia
  • 12 - 15 Gennaio: Carmentalia
  • 22 - 24 Gennaio: Paganalia
  • 25 Gennaio: Sementina
Non casualmente quindi questo mese, posto fuori dal calendario sacro del Re Numa insieme al mese di Febbraio, viene posto all'inizio dell'anno: tutto questo periodo è pertanto fortemente permeato dall'energia divina di Giano. 

Giano è una Forza Divina estremamente complessa che, proprio perchè "sacralizzazione degli inizi" presenta delle difficili implicazioni ermetiche ed appunto iniziatiche che in questa sede non possono essere trattate. Mi riservo di dedicare uno spazio specifico al valore ermetico-iniziatico di Giano.

Intanto posso riportare alcune considerazioni che ho già fatto su Giano quando ho sommariamente trattato del valore simbolico dell'Arco.

"Giano infatti rappresenta, tra l'altro, la sacralizzazione del "passaggio" in senso spaziale, temporale ed iniziatico (la barca). In senso temporale Giano sacralizza tutti i momenti, piccoli e grandi, di passaggio o "cambiamento di fase" sia nel corso dello svolgimento dei cicli naturali sia nella vita dell'uomo e della donna. In senso spaziale tutte le porte, i ponti ed i luoghi che materializzano un passaggio presentano un'energia sacra identificabile nella figura di Giano. Come avviene nei "passaggi temporali", anche i "passaggi spaziali" rappresentano un cambiamento di fase e comunque una frattura ed una discontinuità: la porta, ad esempio, divide e mette in comunicazione due spazi aventi identità distinte. In particolare la porta del Tempio (sia architettonico che naturale) costituisce un punto di interruzione fra ciò che è dentro e ciò che è fuori. L'attraversamento della porta rappresenta un "cambiamento di stato": ciò è rilevante per un luogo sacro come un Tempio, ma lo stesso avviene ad esempio per la porta di casa.
 ...
L'"attraversamento della porta" è quindi sempre un momento "drammatico" (in senso sacro): soprattutto il passaggio attraverso la "porta stretta" (osservare le tombe etrusche o i santuari ctonii - palingenesi)  ed i ponti (strutture che uniscono ciò che la Natura ha diviso)."


Tutte le invocazioni tradizionali di qualsiasi divinità dovrebbero iniziare invocando o citando per primo Giano (mentre Vesta viene tradizionalmente citata ed invocata per ultima). Ogni inizio è quindi sacro a Giano: per tale ragione inserisco di seguito il Versus Ianuli da utilizzare per questo scopo.


 Versus Ianuli

Dimon em cante,
Dimon deiuo sub plecate.

O Zeul, ad oreso omnia.
Verom ad patulcie,
Cosmis es ianeos,
Ianes es duonos,
Ceros es Manos
Po meliosom regom.

INNO A GIANO

Cantatelo, il padre degli Dei;
supplicatelo il Dio degli Dei.

Oh, Sole, sorgi al mondo!
Alla porta del cielo, o tu che apri!
sei il gentile portiere;
sei il buon Ianes,
sei il benefico generatore.....

di più "potenti Signori".


(Carmen Saliare)

giovedì 21 dicembre 2017

December 21st: Divalia

This day is dedicated to the worship of an ancient Goddess, Angerona - Dea Dia, so ancient that also for Romans was rather mysterious. This day and Dea Dia are devoted to the rites of a particularly important moment of the year: the winter solstice

In this peculiar day, named dies brevissimus (shortest day), the Ianua Coeli (The Sky Gates) are opened (the Ianus' golden key) and light preavils again over the darkness. The biological cycle of life begins again.

The importance of Dea Dia is given also by the fact that the temple of this Goddess, on 19 or 29 May, was the sacred place where the Arvales met to attend to important liturgies (Arvalia) in favour of Lares. Arvales, dressed with white gowns (white expresses magical sovereignty) through ceremonies for Dea Dia, Lares and Mars-father affirmed the ties of the mankind with Mother Earth.

During this day, which marks the beginning of the Arvalic Year, we remember our Lares or The Ancestors and the future descendants; we, the living part of the family, thus are the "present ring" of a long chain being suspended between past and future.

The Lar Familiaris is the "family's soul" whose symbol is the home firelight as in the case of Vesta Mater.

The home ceremony must be made after the sunset being addressed to the imagines of the two Home Lares (representing the two universal polarities: masculine and feminine).

The opening formula is as follows

SACRA PRIVATA PERPETUE MANENTO

Then the Ancient Invocation (Semones) of the Arvales:

E Nos Lases Ivvate (three times)
Neve Lve Rve Marmar Sins Incvurrere in Pleores (three times)
Satvr Fv Fere Mars Limen Sali Sta Berber (three times)
Semvnis Alternei Advocapit Conctos (three times)
E Nos Marmar Ivvato (three times)
Trivmpe (five times)

Afterwards, a very frugal meal can be eaten based on a simple soup of spelt, broad beans, lentils accompanied by simple flatbread and wine. Eating meat should be avoided.

21 Dicembre: Divalia

La giornata del 21 dicembre è dedicata ad una Dea antichissima, Angerona - Dea Dia, talmente antica da essere quasi misteriosa per gli stessi Romani. La giornata della Dea Dia ritualizza un momento particolarmente importante dell'anno: il solstizio d'inverno.

In questo giorno particolare detto dies brevissimus (giorno brevissimo) si aprono le Ianua Coeli ovvero le Porte del Cielo (Chiave d'Oro di Giano) e la luce torna a prevalere sulle tenebre. Ricomincia il ciclo biologico della vita.

L'importanza del ruolo della Dea Dia è data anche dal fatto che nel tempio di questa Dea si ritrovavano il 19 o il 29 di maggio, i Fratelli Arvali (Arvales) per svolgere importanti liturgie in favore dei Lares (Arvalia). Gli Arvali vestiti di bianco (colore che esprime sovranità magica) tramite le cerimonie alla Dea Dia, ai Lares e a Marte (padre e fecondatore), affermavano il legame degli uomini alla loro terra.

In questo giorno, che segna l'inizio dell'anno arvalico, quindi ricordiamo i nostri Lares ovvero gli antenati e i discendenti futuri: noi viventi rappresentiamo quindi l'anello "presente" di una lunga catena sospesi fra passato e futuro.

Il Lar Familiaris è "l'anima della famiglia" il cui simbolo è il fuoco domestico, come nel caso di Vesta (Vesta Mater).

La cerimonia domestica si deve svolgere dopo il tramonto del sole rivolti alle due immagini dei Lares domestici (rappresentanti le due polarità universali: maschile e femminile).

La formula di apertura della cerimonia è la seguente:

SACRA PRIVATA PERPETUE MANENTO

Quindi si reciti l'antica invocazione (Semones) dei Fratelli Arvali:

E Nos Lases Ivvate (tre volte)
Neve Lve Rve Marmar Sins Incvurrere in Pleores (tre volte)
Satvr Fv Fere Mars Limen Sali Sta Berber (tre volte)
Semvnis Alternei Advocapit Conctos (tre volte)
E Nos Marmar Ivvato (tre volte)
Trivmpe (cinque volte)

Successivamente si può consumare un pasto frugale a base di una minestra di farro, fave e lenticchie accompagnata da semplici focacce e vino.

Evitare tassativamente la carne.

lunedì 18 dicembre 2017

Murcia - Murkia: depression

There are some divine forces such as Robiga (The Red Goddess: the one who corrodes), Febris (the Fever together with Tertiana and Quartiana) or Mala Fortuna which are not simply some adverse manifestations of Nature (which in some way must be appeased). They have been accompanying the existence itself along its cycle of birth-life-death. Corrosion, fever or adverse luck, can be linked not only to material aspects or diseases of the body: there may show also deeper implications. There is also a "rust" of the soul, a "fever" of the soul ", a sense of adversity that is perceived in the deep of the soul: for this reason it is essential to have the ability to recognize these forces in order to mitigate their effects on the body and soul. 

Among these forces, one of the most "sensitive" is certainly Murcia or Murkia (the lazy one), a Goddess with a very ancient worship, about whom our Ancestoers recommended a certain prudence even in pronouncing her name.

In a profane perspective Murcia is labelled as the Goddess of Laziness: this Goddess implies more complex and deeper considerations, well known to the Ancients., I will briefly try to resume below.

Murcia appears like a shadow, a ghost, a blurred female figure covered by a veil because she confuses the mind.

The laziness linked to Murcia is defined as "aegritudo" or a perturbation of the soul that gradually extinguishes the will because of the affliction of the soul. The Ancients believed that as there are diseases that affect the body, there are similar diseases affecting the soul. In both cases it is necessary to clearly identify the nature of the desease in order to define a cure, also consideringthat, being the body and the soul strictly linked, the illnesses of one may influence the other and viceversa.

The Goddess manifests her presence with a state of agitation and suffering caused by fear and affliction of the soul which, by their nature, do not obey reason. The reason (Mens) is obscured (the veil). The Goddess leads to a possession that causes amentia (absence of reason) or dementia (loss of reason). Murcia therefore causes a retreat of the soul in itself, a depression, and this contraction explains the feminine nature of this force and the links with Venus.

The resulting disturbance leads the person to be insane or "broken", not complete: he/she no longer has control on himself/herself.

The Ancients believed that Murcia hit the innate sensibility of the soul which makes it vulnerable to affliction and depression. Cicero reports a statement by the philosopher Krantor:

"I totally disagree with those who reserve great praise for this form, I do not know how to define it, of insensibility which I think absolutely should not exist, I hope I will not get sick, but if this happens to me, I would like to keep my sensibility (...) In fact, this insensibility to pain can not be obtained except at a very high price: inhumanity of the soul and torpor of the body".

The sensibility of the soul is therefore considered a quality that can however be affected by pathologies. Murcia stimulates fear and fears in a very sensible soul causing sadness, restlessness, loss of trust and strength, abatement, anguish, grief, depression: the soul becomes lazy, "slows down" tending to collapse. Murcia is therefore aegritudo containing the notion of grief and pain in the name.

According to the traditional perspective, the aegritudo of Murcia is a fear caused by "opinion" or the idea of ​​a real or perceived threat of an impending danger or evil, the opinion that "it is right to suffer" such an evil and the consequent grief. Murcia drives those who suffer from depression to believe that they are suffering an "indispensable" and necessary pain. The result is what we call today "unhappiness": in the Tradition perspective, the correct word is not "unhappiness" (a term implying a completely different meaning not comparable to the modern one) but rather "misery" or "deprivation". The man or woman possessed by Murcia has the soul mutilated and destroyed, he/she is "insane" because missing something: the Goddess deprives of something.

Being a real disease of the soul, the Ancients believed that the aegritudo should be strongly fought with all the means "if we want to spend in peace and tranquility the rest of the  life has been granted to us" (Cicero). In the past, some "comforters" were identified (as the person often afflicted alone was not able to provide for themselves). These were men and women who had the task of appeasing the Goddess Murcia or eliminating depression, reducing it as much as possible, prevent it from getting worse or longer, or turning the person's attention to other thoughts.

Appeasing Murcia involved the recourse to spiritual exercises based on philosophy or sapientia. In particular, it was taught to the afflicted person to endure the human condition, to bear the pain and grief, not to fight against the Gods or Goddesses, citing good examples, removing the negative opinions and ideas that lead to believe that suffering is right and dutiful, with the practice of otium and meditation. "All means must be used to support those who collapse and can not remain firm due to the gravity of affliction" (Cicero). The Ancients also believed that the comforter must know many remedies given that "there are those who are sensitive in one way, some in another": for this they must know how to choose not only the most appropriate remedies but also the most opportune moment in order to not aggravate the situation.

"But what are the roots of affliction, how many, and how much bitter! Once the trunk has been torn down, it is necessary to tear them all, even with single dissertations, if necessary. (...) But the nature of affliction is unique even if the names are many. (...) These are those filaments of the roots that must be searched and eradicated all because no one can ever live again. This is a hard and difficult task: who denies it? But what an illustrious enterprise is not even difficult? Philosophy is committed to get this result and we only have to accept her method of care "(Cicero)

Murcia - Murkia: depressione

Vi sono alcune forze divine come Robiga (la Rossa: colei che corrode), Febris (la Febbre insieme a Tertiana e Quartiana) o Mala Fortuna che non sono semplicemente delle manifestazioni avverse della Natura (che in qualche modo devono essere placate). Sono stati che accompagnano l'esistenza stessa lungo il suo ciclo di nascita-vita-morte. Quando si parla di corrosione, di febbre o di fortuna avversa non ci si riferisce solo ad aspetti materiali o malattie del corpo: vi sono ripercussioni anche più profonde. Esiste anche una "ruggine" dell'anima, una "febbre" dell'anima",  un senso di avversità che si percepisce nell'animo. Per tale ragione è indispensabile sapere riconoscere queste forze per poterne mitigare gli effetti sul corpo e sull'animo.

Tra queste forze, una delle più temibili è certamente Murcia o Murkia (la pigra), una Dea dal Culto antichissimo, cui solo a nominarla, gli Antichi raccomandavano una certa prudenza. 

I profani identificano Murcia come la Dea della Pigrizia: in realtà questa Dea nasconde delle implicazioni molto più complesse e più profonde, ben note agli Antichi, che cercherò sinteticamente di riassumere di seguito. 

Murcia appare come un'ombra, una figura femminile sfocata coperta da un velo poichè confonde la mente. 

La pigrizia legata a Murcia viene definita come "aegritudo" ovvero una perturbazione dell'animo che spegne progressivamente la volontà a causa dell'afflizione dell'anima. Gli Antichi ritenevano infatti che come esistono malattie che colpiscono il corpo, allo stesso modo esistono malattie che colpiscono l'anima. In entrambi i casi è necessario identificare bene la natura del male per poter addivenire ad una cura, senza dimenticare che, poichè corpo e anima sono intimamente legati, le malattie dell'uno influiscono sull'altra e viceversa.

La Dea manifesta la sua presenza con uno stato di agitazione e di sofferenza causate da paura e afflizione dell'anima che, per loro natura, non obbediscono alla ragione. La ragione (Mens) è offuscata (il velo). La Dea porta ad una possessione che causa amentia (assenza di ragione) o dementia (perdita di ragione). Murcia causa quindi un ripiegamento dell'anima in sè stessa, una depressione, e questa contrazione spiega la natura femminile di questa forza ed il suo legame con Venere. 

Il conseguente turbamento conduce la persona ad essere insana ovvero "spezzata", non integra, non intera, non ha più il controllo. 

Gli Antichi ritenevano che Murcia facesse leva sulla innata sensibilità dell'anima che la rende vulnerabile all'afflizione e alla depressione. Cicerone riporta un'affermazione del filosofo Crantore:

"Non sono affatto d'accordo con coloro che riservano grandi lodi a codesta forma, non so come definire, di insensibilità che non può nè deve assolutamente esistere. Io mi auguro di non ammalarmi. Se però ciò mi succederà vorrei che mi rimanesse la sensibilità (...). Infatti questa insensibilità al dolore  non la si ottiene se non a un prezzo molto alto: disumanità dell'anima e torpore del corpo".

La sensibilità dell'anima è considerata quindi una qualità che però può essere colpita da patologie. Murcia suscita timore e paure in un animo molto sensibile causando tristezza, inquietudine, perdita di fiducia e di forza, abbattimento, angoscia, malessere, depressione: l'anima diventa pigra, "rallenta" e si spegne.  Murcia è quindi aegritudo che già nel nome contiene la nozione del dolore

Secondo la prospettiva tradizionale l'aegritudo di Murcia è una paura causata dall'opinione: ovvero l'idea della minaccia vera o presunta di un male incombente, l'opinione che sia un male tale "che sia giusto patirne" il conseguente dolore. Murcia porta a far credere che chi soffre della depressione patisca una sofferenza "indispensabile", necessaria. Il risultato è quello che noi oggi chiamiamo "infelicità": nella Tradizione però non si parla di "infelicità" (termine che tradizionalmente possiede tutt'altro significato non equiparabile a quello moderno) quanto semmai di "miseria" ovvero "privazione". L'uomo o la donna posseduto da Murcia ha l'animo lacerato e distrutto, è "insano/insana", mancante di qualcosa: la Dea priva di qualcosa.  

Essendo una vera e propria malattia dell'animo, gli Antichi ritenevano che l'aegritudo andasse combattuta con tutte le forze e con tutti i mezzi "se vogliamo trascorrere nella tranquillità e nella pace quel tanto di vita che ci è stato concesso" (Cicerone). A questo proposito venivano identificati dei "consolatori" o delle "consolatrici" (poichè la persona afflitta spesso da sola non era in grado di provvedere da sè) che avevano il compito di  placare la Dea Murcia ovvero eliminare la depressione, ridurla il più possibile, impedire che si aggravasse o si prolungasse nel tempo o di rivolgere l'attenzione della persona colpita verso altri pensieri. 

Placare Murcia implicava il ricorso a esercizi spirituali tratti dalla filosofia o dalla sapientia. In particolare si insegnava alla persona afflitta a sopportare la condizione umana,  a sopportare il dolore, a non lottare contro gli Dei o le Dee, citando buoni esempi, rimuovendo l'opinioni e le idee negative che spingono a ritenere che la sofferenza sia giusta e doverosa, con la pratica dell'otium e della meditazione. "A tutti i mezzi si deve ricorrere per dare sostegno a chi crolla e non riesce a mantenersi saldo per la gravità dell'afflizione" (Cicerone). Gli antichi ritenevano inoltre che il consolatore/consolatrice deve conoscere molti rimedi dato che "c'è chi è sensibile in un modo, chi in un altro": per questo devono saper scegliere non solo i rimedi più appropriati ma anche il momento più opportuno per non aggravare la situazione. 

"Ma quali sono le radici dell'afflizione, quante, e quanto amare! Una volta abbattuto il tronco, occorre strapparle tutte, anche con singole dissertazioni, se sarà necessario. (...) Ma la natura dell'afflizione è unica anche se i nomi sono molti. (...) Questi sono quei filamenti delle radici che devono essere ricercati ed estirpati tutti perchè nessuno possa mai più rivivere. Impresa seria e difficile: chi lo nega? Ma quale impresa illustre non è anche ardua? Ora però a ottenere questo risultato si è impegnata la filosofia e noi dobbiamo soloa ccettare il suo metodo di cura" (Cicerone)


lunedì 4 dicembre 2017

December - Saturn

December derives its name from the fact to be the 10th month in the ancient calendar which begins on March. 
 
December represents the "depth", the origins, the Antique and Primordial Time: the beginning of Time. This is a very particular month focused essentially on the festivities and rites of Saturnaliaand Divalia (dec. 21st). If Janus represents the beginning, Saturn (to which December is dedicated) represents the "end".

During December Nature turns her energies back to Earth: a cycle ends as precondition for the opening of the next one. This is a period of Death, not in a profane sense, praparing a re-generation time. The Ianua Coeli open in December.
 
Main festivities are:
  • 1 december - Bona Dea
  • 5 december - Faunalia
  • 10 december - Janus' Agonalia
  • 15 december- Consualia
  • 17 december- Opalia
  • 18 - 22 december- Saturnalia
  • 21 december- Divalia
  • 25 december- Sol Invictus

As already mentioned, the entire month of December is completely inspired by Saturn, an extremely complex Divine Force. According to Macrobius, great mysteries were hidden in the Saturnalia rites.
 
Saturn is a titanic divine force deriving from the union between the Sky and the Earth in symbolic, hermetic and esoteric meanings.
In this meaning (and only in this not-profane meaning) Saturn is "the Ancient God", he symbolizes a primordial state, the Saturnia Regna -the Golden Age/Satya-yuga - the beginning of the Sacred Time. With Saturn, the vital energy of the Earth ceases to be linked to Chaos.

Saturn is evirated (separation from power) and chased away by Jupiter. For this reason Saturn hid himeself in Latium and then he disappeared from the Earth. With Jupiter the Age of Silver begins followed by the Age of Bronze and then Iron.
 
Saturn is at the base of the Roman Tradictional doctrine of the "Cycles": he represents the Cyclical Death presupposing the beginning of a new cycle. Being hidden in Latium, the Traditional Roman Religion directly derives from the primordial traditional wisdom and knowledge of the Golden Age.

Saturn is the guardian of the secrets of Agriculture (Sator - he cultivating) and navigation (in esoteric sense): he is a Divine Force connected to the "Depth", the Underworld.

All the altars are sacred to Saturn. The ara in the past was just an ara graminacea or a clod of grass and Saturn represents also the primordial fire. During the Saturnalia candles were lit dedicated to the Superior Saturnali to be placed upon the altars.

According to a hermetic perspective, Saturn is symbolized by Lead (Reverse Gold) as expression of the "Matter". Lead and Gold are both generated by the same Force of Saturn. He brings a sickle as symbol of Dissolution and a compasses as symbol of Coagulation.

From Saturn the spyral initiation process begins: for this reason it is considered the most important step because representing the "primordial matter" without any form of derivation.
 

This explains the sentence: "find the hidden Gold in Saturn". This may explain also the reason why the treasury of the Roman State was placed in the Temple of Saturn. 

Orphic Hymn to Kronos/Saturn (offering incense)

Etherial father, mighty Titan, hear,
Great fire of Gods and men, whom all revere:
Endu'd with various council, pure and strong,
To whom perfection and decrease belong.
Consum'd by thee all forms that hourly die,
By thee restor'd, their former place supply;
The world immense in everlasting chains,
Strong and ineffable thy pow'r contains
Father of vast eternity, divine,
O mighty Saturn, various speech is thine:
Blossom of earth and of the starry skies,
Husband of Rhea, and Prometheus wife.
Obstetric Nature, venerable root,
From which the various forms of being shoot;
No parts peculiar can thy pow'r enclose,
Diffus'd thro' all, from which the world arose,
O, best of beings, of a subtle mind,
Propitious hear to holy pray'rs inclin'd;
The sacred rites benevolent attend,
And grant a blameless life, a blessed end.

Porphiry, in Perì Agalmàton, writes that Saturn shows a lazy, slow and cold force: for this reason he is linked to the Force of Time. He is represented standing up and white haired to highlight that Time brings the Old Age.

Saturn is placed, in the circular disposition of the "Peripheral Stripe" by Nigidius Figulus, the 14th house in the last quarter of the Dii Dextri between West and North.

Jamblicus, in the "On the Egyptian Mysteries", describes Saturn as a condensation force linked to solidification and cold. Saturn is an emanation which can be both beneficial and harmful because it brings rigidity. According to the Tradition, Saturn may cause laziness, physical deformities and abnormalities, deviousness in thoughts, anger. 

Saturn Color: Black Planet: Saturn
Metal: Lead
Status:  cold - dry
Number: 6
Musical Note: E
Female Polarity: Mater Larum
Symbol: the Sickle

Arval Implications
Saturn, being a Divine Force at the base of Agriculture, is for this reason a God bringing Civilization. He is at the base of the Art of Agriculture, inspires the Relations with the Earth and how cultivating fields as principle of Civilization for a Society. 


This explains why in this period of the year dedicated to Saturn we find and feel the presence of important agricultural Forces such as Consus and Ops. In this period of the year we must be prepared for the future harvests sacralizing the "neverending nourishment" of Ops (Abundance).

Dicembre - Saturno

Dicembre deve il suo nome al fatto di essere il decimo mese dell'antico anno che iniziava a Marzo. Dicembre rappresenta la profondità, le origini, il Tempo Antico, la primordialità e l'inizio del Tempo. E' un mese molto particolare poichè il mese si incentra sui Saturnalia e sulla data del 21 dicembre (Divalia). Se Giano rappresenta "l'inizio", Saturno (a cui il mese di Dicembre è dedicato) rappresenta "la fine".
 
Nel mese di Dicembre la Natura si richiude in sè stessa, si chiude un ciclo in preparazione all'apertura di uno nuovo: è un periodo di Morte, non nel senso profano, che prepara la rigenerazione. Si aprono le Ianua Coeli.

Le festività principali sono:

  • 1 dicembre - Bona Dea
  • 5 dicembre - Faunalia
  • 10 dicembre - Agonalia di Giano
  • 15 dicembre - Consualia
  • 17 dicembre - Opalia
  • 18 - 22 dicembre - Saturnalia
  • 21 dicembre - Divalia
  • 25 dicembre - Sol Invictus 

Come già detto, l'intero mese di dicembre è fortemente permeato dall'energia divina di Saturno, una forza divina estremamente complessa. Come ricorda anche Macrobio, grandi misteri si occultavano nei riti saturnali. 
 
Saturno è forza divina titanica che deriva dall'unione Cielo e dalla Terra in senso simbolico, ermetico ed esoterico. 
In questi sensi (e solo in questi significati non profani) Saturno è "L'Antico", simboleggia la promoridalità, i Saturnia Regna - l'Età Aurea/Satya-yuga - l'inizio del Tempo Sacro. Con Saturno, l'energia vitale della Terra cessa di essere legata al Caos.
Saturno viene evirato (separazione dalla potenza) e scacciato da Giove (per questo si nascose nel Lazio e poi svanì dalla Terra) e con Giove si passa dall'Età dell'Oro all'Età dell'Argento. Oltre si succedono l'età del Bronzo e poi del Ferro. 
Saturno è alla base della dottrina tradizionale romana dei "cicli": egli rappresenta la morte ciclicache presuppone l'inizio di un nuovo ciclo. Essendosi celato nel Lazio, la Religione Tradizionale Romana è emanazione della sapienza tradizionale primordiale dell'Età dell'Oro.
Saturno è il conoscitore dei segreti dell'agricoltura (Sator - il coltivatore) e della navigazione (in senso iniziatico); è una Forza Divina connessa alla "profondità", al Mondo Sotterraneo.
 
A Saturno sono sacri tutti gli Altari. L'ara anticamente era semplicemente ara graminacea ovvero una zolla di terra e Saturno si identifica con il fuoco promordiale. Durante i Saturnali infatti si accendevano candele di cera dedicate ai "saturnali superiori" da porre sugli altari.
 
Da un punto di vista ermetico, Saturno è simboleggiato dal Piombo (Oro Inverso), come espressione della materialità dei corpi. Piombo e Oro sono prodotti dalla stessa forza di Saturno. Egli reca la Falce (dissoluzione) ed il Compasso (coagula). 
Saturno è il punto di partenza del grande iniziatico processo a spirale: per questo esso è il più importante perchè costituisce la "materia primordiale" senza alcuna forma di derivazione.
 

 Ciò spiega l'espressione: individuare l'Oro Nascosto in Saturno. Questo può anche spiegare perchè il Tesoro dello Stato Romano era conservato nel Tempio di Saturno.

Inno Orfico a Crono/Saturno (si offra incenso) 
Sempre fiorente,
padre degli Dei beati e degli uomini,
dai vari espedienti, incorrotto,
di grande forza, prode Titano,
che tutto esaurisci
e al contrario tu stesso accresci
che hai legami infrangibili nel cosmo infinito,
Crono generatore assoluto dell’eternità,
Crono dal vario parlare,
germoglio di Terra e Cielo Stellato,
nascita, crescita, diminuzione,
sposo di Rea, augusto Prometeo,
che abiti in tutte le parti del cosmo,
capostipite, dai disegni tortuosi,
ottimo: ascoltando la voce supplice
manda un felice termine di vita
sempre irreprensibile.


Porfirio, nel Perì Agalmàton, scrive che Crono/Saturno presenta una forza pigra, lenta e fredda: per questo viene associato alla forza tempo: viene rappresentato in piedi e canuto per rappresentare il fatto che il tempo porta la vecchiaia.

Saturno occupa nell'articolazione circolare del "nastro periferico" di Nigidio Figulo la 14a dimora ovvero l'ultimo quarto dei Dii Dextri tra l'occidente ed il settentrione. 

Giamblico, nei Misteri Egiziani, descrive Crono/Saturno come una forza condensatrice legata alla solidificazione ed al freddo. E' una emanazione che può essere benefica ma anche malefica perchè irrigidisce.
Secondo gli Antichi, l'emanazione di Saturno può portare pigrizia, deformità nel fisico e tortuosità nel pensiero, intrattabilità e irascibilità.

Saturno
Colore: Nero
Pianeta: Saturno (il più distante dal Sole in senso ermetico)
Metallo: Piombo
Stato:  freddo - asciutto
Numero: 6
Nota Musicale: Mi
Polarità Femminile: Mater Larum
Simbolo: la Falce

Implicazioni Arvaliche

Saturno, essendo la forza divina che è alla base dell'arte dell'agricoltura, diviene per questo Dio portatore di Civiltà. Il Rapporto con la Terra e la coltivazione dei campi sono alla base del principio di civiltà di una società. Non casualmente in questo mese dedicato a Saturno percepiamo e troviamo la presenza di forze divine agricole come Conso e Ops. In questo momento dell'anno ci si prepara per i raccolti futuri e si sacralizza il "nutrimento perenne" di Ops-Abbondanza. 

lunedì 27 novembre 2017

November

November, whose name derives from the fact to be the 9th month in the ancient calendar beginning in March, represents a period of "Interiority". 
November is focused on the flowing of the natural energy returning back underground during winter. This period is dedicated to Infernal underworld Gods and Goddesses (Inferi) from who derives the energy for the creatures on the surface.

November is thus dedicated to Pluto (Underworld Jupiter) whose name means "extremely rich", and to Proserpina (the Girl walking like snakes). Pluto represents the deep, Proserpina the vital force nourishing life in spring.

Black animals, cypress and narcissus are sacred to Pluto. He may be invoked beating the hands on the ground.

Pomegranate tree and poppy are sacred to Proserpina who protects also funerals.

Novembre


Il mese di Novembre, così denominato perchè era il nono mese dell'anno antico che iniziava a Marzo, rappresenta il periodo dell'"Interiorità". 
 
Novembre è focalizzato sul flusso dell'Energia Vegetativa e Vitale che rientra nella Terra  durante tutto il corso dell'inverno. E' un periodo dedicato alle divinità sotterranee (Inferi) da cui deriva l'abbondanza della vita sulla superficie della Terra.

Novembre è dedicato pertanto a Plutone (Giove Infero) che significa "Ricchissimo", il "Dovizioso" e a Proserpina ("La Fanciulla che procede come i Serpenti"). 
 
Plutone rappresenta la profondità, Proserpina la forza vitale che alimenterà la vita in primavera.

A Plutone sono sacri tutti gli animali neri, il cipresso ed il narciso. Viene invocato battendo le mani per terra.

A Proserpina sono sacri il melograno ed il papavero. I funerali sono sottoposti alla sua protezione.